Houston, abbiamo un problema!

Houston, abbiamo un problema!

Contrariamente a quanto avvenne all’Apollo 13, quello che sta avvenendo nel comparto energetico italiano era ben prevedibile, e da tempo: le intemerate di Kaiser Franz che si lamentava appena insediato ai vertici di ENEL nel 1996 per il costo esoso dei combustibili impiegati nelle centrali policombustibile ENEL, affermando polemicamente che gli sarebbe costato meno bruciare il ben più noto e famoso profumo Chanel No. 5, si sono rivelate infondate, come ben sapevano gli addetti ai lavori.

Allora l’indice equivalente di quello che oggi è il PUN, Prezzo Unico Nazionale, era nell’ordine dei 42 euro/MWh, mentre oggi la media dell’anno appena concluso 2024 è stato di 109 euro/MWh con picchi sino a 275 euro/MWh, rispettivamente con un incremento del +160% e +554%, ben superiori all’Indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie, operai e impiegati che si attesta nel medesimo periodo ad un ben più modesto +60%.

Le privatizzazioni sono avvenute. Oggi lo Stato Italiano è in posizione minoritaria in tutto il comparto energetico nazionale, ancorchè il debito pubblico nel frattempo, anzichè diminuire, sia aumentato di oltre 742 miliardi di euro (fonte Eurostat) di pari passo con gli oneri che i cittadini sono chiamati a pagare in bolletta energetica a parità del servizio erogato in questi ultimi due decenni. Le liberalizzazioni non hanno evitato un aumento significativo dell’import netto di energia da quei Paesi limitrofi che hanno mantenuto il controllo statale di questo comparto di importanza strategica. A questo si somma l’attuale stallo in cui versa il Gestore della Rete Elettrica Nazionale Terna “costretto” a gestire una domanda di nuova connessione alla RTN quasi 7 volte superiore all’effettiva punta massima di potenza attualmente richiesta, peraltro senza calcolare le ulteriori ingenti richieste di connessione degli enti distributori. Tutto ciò lascerà necessariamente molti operatori privati a becco asciutto o con soluzioni tecnicamente improvvide ed economicamente insostenibili.

Un sintetico riassunto di quel che è accaduto negli ultimi 25 anni è rinvenibile nella tabella sinottica raggiungibile a questo link.

A differenza dell’Apollo 13, non è detto che finisca altrettanto bene: le industrie, le famiglie, i singoli cittadini non sono più in grado di reggere questo “mercato” fittizio ed artefatto, con conseguenze nefaste sull’intera catena del settore energetico: dobbiamo quindi prendere maggiore consapevolezza della risorsa energetica che è finita e limitata, e sottrarla alle forze cieche della mano invisibile del mercato. Sono richieste decisioni, programmi, meccanismi e processi specificamente orientati ad avere una energia sostenibile per tutti, nel modo più efficiente ed economico possibile, evitando ogni meccanismo speculativo, come quando si pretende di aumentarne la redditività a discapito delle persone e del pianeta